A cuore aperto… V Domenica di Quaresima

Il vangelo di oggi ci offre tre tematiche attualissime su cui riflettere: amicizia, speranza, misericordia e fiducia.
La scena si svolge a Betania, periferia di Gerusalemme. Betania significa casa del povero o dell’afflitto. Lazzaro, amico di Gesù, è malato, si aggrava e infine muore. Gesù, che ama Lazzaro e le sue due sorelle, viene mandato a chiamare, ma Egli stranamente temporeggia.
Perchè ci chiederemo? Perché non corre da loro? ma che amico è Gesù? Gli amici veri non si vedono forse nel bisogno? Non sta forse anche scritto: «chi trova un amico, trova un tesoro»?
Stranamente Gesù non si muove, sembra quasi non curarsene: attende due giorni prima di muoversi….
Per questo suo ritardo Gesù viene quasi rimproverato prima dai discepoli; poi, giunto a Betania, viene rimproverato, anche se non apertamente da alcuni dei Giudei lì presenti, amici di Lazzaro; infine, viene quasi rimproverato da Maria: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».
Quante volte ci arrabbiamo con Gesù perché sembra che non guardi la nostra sofferenza, perché non constatiamo la sua presenza. Marta, continuando, pur nel dolore e pur non comprendendo appieno, ci insegna subito la speranza: «ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
Ecco, in certi momenti, occorre sperare oltre ogni speranza. Il “ritardo” di Gesù contiene l’inimmaginabile di Dio: solo così Egli può testimoniare la gloria di Dio! Se Gesù ha atteso c’è un motivo: sembra quasi abbia voluto creare questa situazione dove solo Lui poteva intervenire! In tante situazioni della vita pensiamo di cavarcela benissimo da soli e di poter fare a meno dell’aiuto di Gesù, ma c’è un momento nella vita in cui ci rendiamo conto che ci sono cose che non sono umanamente risolvibili. Gesù aspetta perché noi possiamo sperimentare la nostra impotenza, così che Egli possa manifestare la sua potenza!
Marta è consapevole che Lui sia il Signore, ma non sa come e quando Lui dia la vita. Gesù, che viene a portare la vita dove non c’è, davanti al dolore e alle lacrime di Marta e Maria, piange!
Gesù si avvicina al sepolcro, quello è il momento in cui Egli rivelerà a tutti i presenti la Sua divinità, la gloria del Padre, il suo essere uno con Lui.
Lazzaro è morto e Gesù, davanti a quel sepolcro, chiede di togliere la pietra, nonostante la perplessità di Marta e dei giudei presenti perché Lazzaro, morto da quattro giorni, mandava già cattivo odore. Ed è proprio lì che deve arrivare il Signore Gesù: Egli tira Lazzaro fuori dal sepolcro, lo tira fuori dalla morte, dal cattivo odore perché non pensiamo che Dio voglia venire da noi quando siamo belli, ma quando facciamo cattivo odore, quando esce da noi il nostro limite ciò che in noi è necrotizzato, irrisolto.
Tante volte stiamo rintanati nelle nostre gabbie, schiavi del peccato, dietro maschere, questa pietra, infatti, è anche immagine di tante maschere che indossiamo per non apparire per quello che siamo veramente».
Malgrado possiamo apparire agli altri migliori di quello che in verità siamo, il Signore conosce in profondità il nostro cuore! Allora l’unica relazione vera con il Signore è quella di farci toccare, lavare quando siamo sporchi, farlo entrare nelle cose brutte della nostra vita, zone impresentabili. Anche noi, come Lazzaro, siamo chiamati a venire fuori, a mostrare tutto ciò che non va, perché è quando si viene amati fin lì che la nostra vita cambia.
Davanti a ciò che compie il Signore, chiediamo la grazia di fidarci sempre di Lui e di avere il coraggio di mostrarci per quello che veramente siamo: figli bisognosi di amore e di misericordia!
Apriamoci dunque, all’ascolto di Gesù, facciamolo entrare nella nostra vita, perché la nostra esistenza, ancor più di Lazzaro, sia bella come Lui l’ha pensata!

Genitore del gruppo 12/14

Preghiera

Signore donaci una fede certa anche quando tutto sembra andare per il peggio.

Dona alle nostre famiglie amore e misericordia, gli stessi che tu provi per noi. Amen

Attività in famiglia

Condividere maggiormente ciò che si è vissuto durante la giornata nel momento del pasto